Medicina di Biorisonanza e Terapia del Suono
- biorlab

- 4 feb
- Tempo di lettura: 3 min

Un approccio informativo tra biofisica, percezione e autoregolazione
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di biorisonanza e terapia del suono come strumenti di supporto al benessere. Questi approcci suscitano interesse, curiosità, ma anche confusione, soprattutto quando vengono presentati come alternative dirette alla medicina convenzionale.
Per comprenderli correttamente è necessario separare ciò che è dimostrato, ciò che è ipotetico e ciò che è esperienziale, evitando semplificazioni e promesse improprie.
Cos’è la Medicina di Biorisonanza
Con il termine biorisonanza si fa riferimento a un insieme di metodiche che partono da un presupposto biofisico: ogni organismo vivente è caratterizzato da attività elettromagnetiche, vibrazionali e oscillatori, generate dai processi cellulari, nervosi e metabolici.
La Medicina di Biorisonanza non nasce come pratica clinica terapeutica, ma come approccio osservazionale e informativo, volto a:
esplorare la risposta dell’organismo a determinati stimoli fisici
valutare reazioni funzionali e adattative
favorire una maggiore consapevolezza dello stato interno
In questo senso, si colloca a monte della diagnosi medica, come strumento di lettura biofisica e di orientamento.
Biorisonanza e autoregolazione
Uno dei concetti chiave della biorisonanza è quello di autoregolazione. L’organismo umano non è una macchina da riparare, ma un sistema complesso adattivo, capace di rispondere agli stimoli, correggere squilibri e cercare nuovi equilibri dinamici.
La biorisonanza:
non cura
non interviene in modo correttivo
non sostituisce trattamenti sanitari
Può però essere utilizzata come strumento di supporto informativo, favorendo:
ascolto del corpo
comprensione delle reazioni soggettive
dialogo più consapevole con il proprio stato di salute
orientamento delle risorse interne innate verso la naturale auto-guarigione.
Il ruolo del suono nei sistemi biologici
Il suono è una forma di energia meccanica e vibrazionale. Da sempre, in culture diverse, è stato utilizzato come mezzo di:
comunicazione
ritualità
meditazione
regolazione emotiva
Dal punto di vista neurofisiologico, il suono:
stimola il sistema uditivo
coinvolge il sistema nervoso autonomo
influisce sulla percezione corporea ed emotiva
può modulare stati di attenzione, rilassamento e presenza
Non agisce direttamente sui tessuti come un farmaco, ma interagisce con la percezione e con i processi di regolazione neurovegetativa.
Terapia del Suono: cosa è corretto dire
Il termine terapia del suono viene spesso usato in modo improprio. È più corretto parlare di esperienze sonore di supporto al benessere, che possono:
favorire stati di calma
sostenere il rilassamento
accompagnare pratiche di meditazione e consapevolezza
migliorare la percezione soggettiva di comfort e distensione e, così, favorire l’auto-regolazione e auto-guarigione.
Le risposte al suono sono individuali, dipendono da:
sensibilità personale
stato emotivo
contesto
modalità di ascolto
Non esistono frequenze “curative” in senso strettamente medico, ma frequenze vibrazionali che sostengono e stimolano le naturali capacità dell’organismo di auto-ripararsi e di riequilibrare il proprio assetto psicofisico.
Incontro tra biorisonanza e suono
Nel dialogo tra biorisonanza e terapia del suono emerge un punto comune fondamentale: l’attenzione alla risposta dell’organismo, non all’effetto imposto dall’esterno.
Il suono, in questo contesto, non viene usato per “correggere” qualcosa, ma per:
creare un ambiente percettivo favorevole
facilitare l’ascolto corporeo
sostenere i processi naturali di adattamento
Si parla quindi di supporto esperienziale, non di intervento terapeutico.
Connessione con l’approccio PNEI
Nel modello PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologico), ogni stimolo sensoriale è in grado di influenzare:
stato emotivo
risposta allo stress
assetto neurovegetativo
percezione del dolore e del disagio
Il suono può diventare uno strumento di modulazione indiretta, contribuendo a:
ridurre l’iperattivazione
favorire uno stato di maggiore coerenza interna e ridurre l’entropia totale
migliorare la relazione tra mente e corpo
Sempre nel rispetto dei limiti e delle competenze della medicina ufficiale.
Un approccio integrato e responsabile
Utilizzare biorisonanza e suono in modo serio significa:
evitare promesse di guarigione
comunicare in modo trasparente
integrare, non sostituire
rispettare la soggettività dell’esperienza.
Il vero valore di questi strumenti non sta nel “fare qualcosa al corpo”, ma nel creare le condizioni perché il corpo possa ascoltarsi meglio, salvaguardarsi e ripristinare il proprio equilibrio.
Conclusione
Medicina di Biorisonanza e Terapia del Suono non sono scorciatoie, né soluzioni miracolose. Sono strumenti di esplorazione, consapevolezza e supporto, che trovano senso solo all’interno di una visione integrata della persona.
Quando utilizzati con rigore, prudenza e rispetto, possono diventare alleati preziosi nel percorso di benessere, favorendo una relazione più profonda, informata e consapevole con il proprio corpo.
Dipartimento Scientifico APS Armonya



Commenti