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Quale ne è la base scientifica?

La celebre relazione tra energia e materia, formulata da Albert Einstein all’inizio del Novecento, ha aperto una nuova prospettiva nella comprensione della realtà fisica.

Essa suggerisce che ciò che percepiamo come materia possa essere considerato, a un livello più profondo, come una particolare manifestazione dell’energia.

Partendo da questa visione, molti modelli contemporanei interpretano i fenomeni vitali come processi complessi in cui componenti chimiche, biofisiche ed elettromagnetiche interagiscono costantemente (Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica 1984). A livello atomico, la materia è organizzata secondo strutture energetiche precise. Gli elettroni occupano specifiche configurazioni e possono modificare il loro stato solo in presenza di apporti energetici compatibili con determinate frequenze.

Questo fenomeno, noto come risonanza, descrive il principio per cui un sistema risponde in modo selettivo solo a stimoli coerenti con le proprie caratteristiche.

Un esempio semplice di risonanza è osservabile anche nel mondo acustico: due strumenti accordati sulla stessa nota possono entrare in vibrazione reciproca, pur senza contatto diretto.

Questo principio viene spesso utilizzato come metafora per descrivere come sistemi complessi possano entrare in relazione attraverso frequenze compatibili.

 

Applicando questa chiave di lettura all’essere umano, alcuni modelli olistici descrivono la persona come un insieme organizzato di oscillazioni e ritmi, in costante adattamento.

Lo stato generale dell’organismo può essere interpretato come il risultato dell’interazione tra molteplici fattori: ambientali, emotivi, comportamentali e percettivi.

In questa prospettiva, condizioni di disagio vengono lette non come entità isolate, ma come segnali di un temporaneo disallineamento funzionale.

L’organismo, in quanto sistema vivente, è infatti impegnato in un continuo processo di regolazione e riadattamento agli stimoli esterni e interni.

Quando le sollecitazioni superano la capacità di compensazione del sistema, possono emergere stati di affaticamento o di tensione prolungata.

Al contrario, quando l’equilibrio informazionale è più stabile, il corpo tende a gestire con maggiore efficacia le sollecitazioni quotidiane.

Da questo punto di vista, pratiche orientate all’ascolto, alla consapevolezza e al riequilibrio percettivo vengono utilizzate come supporto al benessere globale, favorendo una maggiore armonia tra mente, corpo ed esperienza soggettiva.

La biorisonanza, intesa in senso non clinico, rientra in questi modelli interpretativi: viene descritta come un approccio informazionale e vibrazionale che propone stimoli coerenti con l’organismo, con l’obiettivo di favorire processi di autoregolazione naturale (Prof. Dott. Flavio Gazzola, neurologo).

 

All’interno di questa cornice si collocano i Self-Regulation Systems ©, di cui le Frequenze Vibrazionali di Auto-Guarigione © sono la principale espressione, concepite come supporti vibrazionali basati su specifiche frequenze sonore.

Tali frequenze non hanno finalità terapeutiche né sostituiscono interventi sanitari, ma vengono proposte come strumenti di accompagnamento a pratiche di rilassamento, centratura e riequilibrio psicofisico.

Le informazioni vibrazionali veicolate sono pensate per integrarsi con i naturali processi di adattamento dell’organismo, offrendo un’esperienza soggettiva di maggiore coerenza, presenza e distensione.

Non si tratta di “nuove medicine”, ma di supporti esperienziali che creano le condizioni affinché corpo e mente possano ritrovare spontaneamente un assetto più armonico, secondo i tempi e le modalità proprie di ciascuno.

Un riequilibrio non imposto, ma facilitato.

All’interno di questo approccio, le frequenze di base comunemente utilizzate in ambito vibrazionale — come quelle storicamente studiate da Rife, le frequenze del Solfeggio e altri pattern armonici — vengono impiegate come strutture portanti. Su tali frequenze vengono successivamente sovramodulate informazioni vibrazionali supplementari, concepite come contenuti informazionali e non come principi attivi.

Queste informazioni possono derivare da differenti supporti di riferimento, come fiale test oppure registrazioni digitali di impulsi elettromagnetici associati a sostanze in diluizione omeopatica.

 

I modelli informazionali utilizzati includono rappresentazioni vibrazionali riconducibili a rimedi omeopatici, omotossicologici, omeosinergetici, essenze floreali (come i Fiori di Bach), cristalli, cromoterapie, oli essenziali, fitoderivati e altre matrici riconducibili a tradizioni naturali e simboliche.

A queste si affiancano ulteriori pattern informazionali sottili, come matrici energetiche di rimedi naturali, strutture psicotroniche basate su “onde di forma”, archetipi radionici, sequenze numeriche simboliche e sistemi informativi tradizionalmente noti come Sanjeevini healings.

Tali elementi non vengono intesi come interventi diretti sull’organismo, ma come codici informativi che arricchiscono il campo percettivo ed esperienziale della persona.

La combinazione di queste componenti genera una configurazione vibrazionale complessa, unica per struttura e composizione, che abbiamo denominato Frequenza di Auto-Guarigione © o Vibrational Balance Support ©.

Questa configurazione non ha carattere standardizzato: viene concepita come assolutamente personalizzata, costruita in funzione delle caratteristiche individuali, dello stato funzionale percepito e delle esigenze soggettive del momento.

Il suo utilizzo si colloca esclusivamente nell’ambito del supporto esperienziale al riequilibrio, alla centratura e all’autoregolazione, accompagnando pratiche di ascolto, rilassamento e consapevolezza, nel rispetto dei naturali processi adattivi della persona.

Approccio sonoro e benessere

Approccio sonoro e benessere: una prospettiva divulgativa

L’utilizzo del suono e delle frequenze vibrazionali come supporto al benessere è oggetto di interesse in diversi ambiti culturali, esperienziali e di ricerca interdisciplinare.

Questo approccio, spesso indicato come sound experience o sound-based practices, si fonda sull’osservazione che le vibrazioni sonore possono influenzare gli stati di rilassamento, l’attenzione, l’umore e la percezione corporea.

In contesti non clinici, l’ascolto di suoni strutturati — come campane tibetane, diapason, gong, rumori naturali o frequenze armoniche — viene utilizzato per favorire stati di calma, distensione e presenza, supportando pratiche di rilassamento, meditazione e consapevolezza corporea.

Alcuni protocolli di ascolto sonoro sono stati inoltre studiati, in ambito scientifico e audiologico, come strategie di adattamento percettivo in situazioni di sensibilità uditiva, attraverso l’impiego di suoni neutri o di fondo (come il rumore bianco o suoni ambientali).

In questi casi, l’obiettivo non è l’eliminazione della percezione, ma la modulazione soggettiva dell’attenzione e della risposta emotiva associata all’esperienza sonora.

Nel loro insieme, le pratiche basate sul suono si collocano in una visione olistica del benessere, che integra aspetti fisici, emotivi e percettivi, attingendo sia a conoscenze scientifiche legate alle vibrazioni e alla psicoacustica, sia a tradizioni culturali e simboliche di origine orientale e occidentale.

Gli strumenti comunemente utilizzati in questi contesti includono:

strumenti acustici tradizionali (campane, gong, diapason, voce),

suoni ambientali o naturali,

frequenze e composizioni sonore personalizzate,

supporti tecnologici dedicati all’ascolto consapevole.

I benefici riportati dalle persone che sperimentano queste pratiche sono variabili e soggettivi, e possono includere una maggiore sensazione di rilassamento, una percezione di calma interiore, un miglioramento dello stato emotivo e una più profonda connessione con il proprio vissuto corporeo e interiore.

Campo energetico e corpi sottili

Che cos’è il campo energetico umano?

Secondo diversi modelli olistici e tradizionali, l’essere umano può essere descritto come un sistema complesso costituito da più livelli. Il primo livello è il corpo fisico, dotato di forma e peso, percepibile attraverso i sensi. A questo si affiancherebbero ulteriori livelli di natura energetica e informazionale che, nel loro insieme, vengono comunemente indicati come campo energetico umano o aura.

L’aura è descritta, in ambito olistico, come un’estensione del campo energetico che circonda il corpo fisico. Ogni individuo presenterebbe caratteristiche differenti in termini di ampiezza, intensità e qualità percepita di questo campo, che possono variare nel tempo in relazione allo stato emotivo, all’umore, allo stress e alle esperienze di vita.

All’interno di questo modello interpretativo, l’aura comprenderebbe diversi centri energetici, tradizionalmente chiamati chakra, considerati come punti di regolazione o di scambio informazionale. Essi vengono descritti come allineati lungo l’asse centrale del corpo, dalla sommità del capo alla base della colonna vertebrale, e simbolicamente rappresentati come vortici attraverso cui l’energia fluisce.

Secondo tali tradizioni, esistono sette chakra principali, ciascuno dei quali viene messo in relazione, in modo non clinico, con specifici aspetti funzionali, emotivi e percettivi dell’essere umano.

Nella medicina tradizionale cinese e nella tradizione ayurvedica, concetti analoghi sono rappresentati dai meridiani e dai nadi, canali sottili attraverso i quali scorrerebbe l’energia vitale. In queste visioni tradizionali, quando il flusso energetico è ostacolato o disarmonico, l’equilibrio complessivo dell’organismo può risultare alterato, con possibili ripercussioni sul benessere generale.

Relazione tra campo energetico e corpo fisico

Secondo i modelli olistici sopra descritti, la forza vitale fluisce attraverso chakra, meridiani o nadi. Quando tali canali sono simbolicamente considerati “bloccati” o disarmonici, il flusso energetico non sarebbe ottimale, e questo potrebbe riflettersi anche sul piano fisico e funzionale.

In questa prospettiva, uno squilibrio del campo energetico umano viene associato a una riduzione della vitalità locale e a una minore efficienza dei processi di autoregolazione dell’organismo. Il rallentamento dei normali meccanismi adattativi può favorire, nel tempo, una maggiore sensibilità agli stress ambientali, emotivi e metabolici.

Un’immagine spesso utilizzata per spiegare questo concetto è quella di un fiume che scorre liberamente. Se un ostacolo ne rallenta il flusso, nel tempo si accumulano detriti che aggravano ulteriormente l’ostruzione. Analogamente, secondo queste visioni, uno squilibrio energetico protratto può rafforzarsi se non vengono favorite condizioni di riequilibrio e adattamento.

È importante sottolineare che tali descrizioni appartengono a un linguaggio simbolico e funzionale, e non sostituiscono le spiegazioni e le diagnosi della medicina scientifica.

Il principio della risonanza e i Self-Regulation Systems ©

In fisica, ogni sistema possiede una propria frequenza di risonanza, ovvero una specifica modalità di vibrazione alla quale risponde in modo selettivo. Un esempio spesso citato in ambito divulgativo è quello di un cantante lirico che, emettendo una nota alla giusta frequenza, può indurre la vibrazione di un bicchiere fino a romperlo.

Allo stesso modo, secondo i modelli di medicina vibrazionale e di benessere olistico, il campo energetico umano sarebbe costituito da diversi livelli frequenziali. I chakra, intesi come centri simbolici di regolazione, verrebbero associati a specifiche qualità vibrazionali.

Nel tempo, a causa di stress, stili di vita non equilibrati o fattori ambientali, tali frequenze possono risultare meno armoniche. In questo contesto si colloca l’approccio dei Self-Regulation Systems ©, concepiti come supporti vibrazionali per il benessere non sanitario.

Alcuni ricercatori nell’ambito della medicina vibrazionale ipotizzano che l’esposizione a frequenze percepite come armoniche possa favorire processi di riorganizzazione e riequilibrio, stimolando le naturali capacità di adattamento e autoregolazione dell’organismo, senza intervenire in modo diretto su patologie o condizioni cliniche.

Un’analogia spesso utilizzata per spiegare questo principio è quella di due orologi a pendolo collocati sullo stesso supporto: inizialmente fuori sincronia, tendono spontaneamente a sincronizzarsi nel tempo. Questo fenomeno fisico, noto come accoppiamento o trascinamento di frequenza, viene utilizzato in senso metaforico per descrivere come un sistema possa riadattarsi quando esposto a un riferimento stabile.

In modo analogo, i Self-Regulation Systems © propongono frequenze sonore selezionate come esperienze di ascolto, finalizzate a favorire una percezione di equilibrio, centratura e benessere soggettivo, contribuendo a creare condizioni favorevoli alla regolazione spontanea del sistema umano.

"Sono spiazzata dal risultato! 

Non capisco perfettamente come funziona scientificamente, ma comprendo bene i miei dolori e come diminuiscono quando uso le ferequenze. E' come sintonizzare di nuovo il mio corpo con la sua naturale armonia." (Emma B.)

 

"Questo sistema è ora parte della mia routine quotidiana: lo uso per tutto, dal sonno allo stress. Non avevo idea che si potesse attivare l'autoguarigione con le frequenze, ora invece lo so, per esperienza." (Samuele E.)

 

"Uso le frequenze per conciliare il sonno quasi tutte le notti e mi hanno aiutato ad addormentarmi molto più velocemente. Ormai è una certezza per me, quando vado a letto." (Salvo P.)

 

"Le uso in sottofondo tutta la notte e ha migliorato la mia insonnia a lungo termine; dormo così profondamente ora.
Le sto usando durante il giorno per il dolore da artrite e ho grandi speranze." (Gianna N.)

 

"Soffrivo da anni di gastrite e dolori lombari che ho per gran parte risolto, anche grazie alle frequenze; c'è da precisare che le uso con costanza, ottima soluzione." (Francesco D.)

 

"C'è uno studio di Harvard che dice che la materia grigia cresce dopo 8 settimane di meditazione, e anche alcuni studi sull'uso della frequenza 528 Hz che aiuta a  ridurre lo stress e il cortisolo. Ho provato ad ascoltarla oggi e mi sono sentito immediatamente rilassato." (Massimo T.)

 

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4.8  -  Testimonianze

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